Percorri la via principale di Khan el-Khalili e i negozianti ti abborderanno in inglese, poi in italiano, poi in tedesco, poi con un tentativo speranzoso in giapponese. Di tutte le frasi in arabo egiziano che un visitatore può imparare, quella che cambia la conversazione non è in nessuna di queste lingue. È "la, shukran", no grazie, detta con un sorriso e con la mano destra posata per un attimo sul cuore. Nove volte su dieci il venditore ride, ti risponde in arabo e ti lascia passare, un po' più interessato a te di prima.
Non serve parlare correntemente per viaggiare in Egitto, e con l'inglese si va lontano negli hotel, sulle navi da crociera e nei grandi siti turistici. Ma una manciata di parole ripaga ampiamente lo sforzo: in taxi, nei caffè, nel souk e nel momento in cui uno sconosciuto ti chiede da dove vieni e tu puoi rispondergli nella sua lingua. Questa guida te ne propone quasi cento tra le più utili, raggruppate per situazione, con una pronuncia semplice e il significato in italiano, più quel tanto di contesto che basta a capire perché l'arabo che senti al Cairo non è proprio quello dei libri di testo.
In breve
Lingua: l'arabo egiziano, chiamato Masri, è quello che si parla; l'arabo standard moderno si usa per la scrittura, i notiziari e i discorsi formali
La parola più utile: shukran, grazie
Rifiuto cortese: la, shukran, con una mano sul cuore
La g del Cairo: la lettera jiim è una g dura, quindi cammello è gamal, non jamal
Scrittura: l'arabo va da destra a sinistra, ma i numeri al suo interno vanno da sinistra a destra
Prezzi: spesso scritti con le cifre arabe orientali, che si imparano in cinque minuti
Inglese: molto diffuso negli hotel e nei siti turistici, molto meno nei caffè locali e sui taxi
Genere: molte frasi cambiano quando parli con una donna o se sei una donna, e qui sotto sono segnate con (m) e (f)
Alto Egitto: a Luxor e ad Assuan alcuni suoni cambiano, ma l'arabo del Cairo si capisce ovunque
Perché l'arabo egiziano è diverso da quello dei manuali
L'arabo vive su due registri. L'arabo standard moderno, che discende dalla lingua classica del Corano, è comune a tutto il mondo arabo e si usa nei giornali, nella segnaletica ufficiale, nei sermoni e nel telegiornale della sera. Nessuno lo parla a colazione. In casa e per strada ogni paese parla il proprio dialetto, e quello egiziano è parlato da oltre cento milioni di persone. Grazie a decenni di cinema, televisione e musica popolare egiziani, è probabilmente anche il dialetto più compreso dagli arabofoni degli altri paesi.
Le differenze sono abbastanza marcate da confondere chi studia la lingua standard. I cairoti pronunciano la lettera jiim come una g dura, quindi cammello si dice gamal e "bello" si dice gameel. La lettera qaf diventa di solito un colpo di glottide, lo stacco che si sente in mezzo a "oh-oh", quindi qalb, cuore, si pronuncia 'alb. Il suono th tende ad ammorbidirsi in t o in s, quindi tre si dice talata anziché thalatha. E il lessico di tutti i giorni è tutto suo: per chiedere come stai gli egiziani dicono "ezzayyak?", e usano feen per dove, emta per quando, leh per perché e dilwa'ti per adesso. La negazione racchiude il verbo tra ma e sh, ed è per questo che "non ce n'è" diventa mafeesh, una parola che sentirai ogni giorno.
Un'altra curiosità che vale la pena conoscere: gli egiziani chiamano spesso il Cairo semplicemente Masr, la stessa parola che indica l'Egitto. Quando un autista a Luxor dice che qualcuno è andato a Masr, di solito intende la capitale.
Come leggere la pronuncia
Non esiste un unico modo ufficiale di scrivere l'arabo in caratteri latini, e su menu e insegne vedrai la stessa parola scritta in vari modi. Noi usiamo una grafia semplice, all'inglese, e riduciamo le regole al minimo.
- L'apostrofo indica il colpo di glottide oppure la ayn, un suono stretto e gutturale che in italiano non esiste; nel dubbio, una breve pausa basta per farti capire
- kh è il suono raschiato della j spagnola di "jamón"
- gh è un suono gorgogliato, vicino alla r francese
- h si pronuncia sempre, anche alla fine della parola
- Le consonanti doppie si tengono un po' più a lungo, come al centro di "notte"
- L'accento cade di solito sulla vocale lunga o sulla penultima sillaba
Quando si scambiano messaggi, gli egiziani scrivono spesso l'arabo in caratteri latini, con dei numeri al posto dei suoni che mancano: 3 per la ayn, 2 per il colpo di glottide, 7 per una h aspirata. Se qualcuno scrive "shokran 3ala kol 7aga", grazie di tutto, ecco che cosa sta succedendo.
Frasi in arabo egiziano per salutare
Gli egiziani salutano come si deve. Una conversazione che comincia senza un saluto suona brusca, e spesso un buon saluto ti vale un'accoglienza più calorosa della richiesta che lo segue.
- salaam 'aleikum: la pace sia con te, il saluto universale a qualsiasi ora del giorno
- wa 'aleikum es-salaam: e con te la pace, la risposta
- ahlan o ahlan wa sahlan: ciao, benvenuto
- sabah el-kheir: buongiorno
- sabah en-noor: mattino di luce, la risposta
- masa' el-kheir: buonasera
- masa' en-noor: la risposta
- ezzayyak (m) / ezzayyik (f): come stai
- kwayyis (m) / kwayyisa (f), el-hamdu lillah: bene, grazie a Dio
- esmak eh (m) / esmik eh (f): come ti chiami
- esmi Sarah: mi chiamo Sarah
- ana min Ingiltera: vengo dall'Inghilterra; al posto di Ingiltera puoi dire Amreeka, Almania, Italia, Isbania o el-Yabaan
- forsa sa'eeda: piacere di conoscerti
- ma'a es-salaama: arrivederci
Lo schema del saluto con la sua risposta di rito attraversa tutta la vita egiziana, e le risposte contano più dei saluti: rispondere a "sabah el-kheir" con "sabah en-noor" ti distingue come qualcuno che ci ha messo impegno. La nostra guida a cultura e galateo in Egitto parla delle strette di mano e del resto del rituale.
Cortesia: le frasi che aprono le porte
- shukran: grazie
- shukran gazeelan: grazie mille
- 'afwan: prego; anche un cortese "pardon"
- min fadlak (m) / min fadlik (f): per favore
- law samaht (m) / law samahti (f): scusa, se permetti, il modo di tutti i giorni per attirare l'attenzione o addolcire una richiesta
- 'an iznak (m) / 'an iznik (f): permesso, quando devi passare
- aiwa: sì
- la: no
- tamam: bene, OK, d'accordo
- mafeesh mushkila: nessun problema
- ana asif (m) / ana asfa (f): mi dispiace
- ma'lesh: pazienza, scusa, non importa
- inshallah: se Dio vuole
- mashallah: ciò che Dio ha voluto, detto in segno di ammirazione
- el-hamdu lillah: grazie a Dio
Tre di queste pesano più di quanto lasci intendere la traduzione. Inshallah si aggancia a qualunque cosa riguardi il futuro, da "ci vediamo domani" a "la tua crociera parte alle nove", ed è un'espressione di umiltà, non un modo per svicolare, anche se una lunga pausa prima di pronunciarlo può significare "probabilmente no". Mashallah si dice quando si ammira qualcosa, soprattutto un bambino, ed è buona educazione aggiungerlo dopo un complimento. Ma'lesh smussa ogni piccola disavventura della vita egiziana, da una svolta mancata a un tè rovesciato, e il visitatore che sa usarlo con garbo ha capito qualcosa di importante sul paese.
Taxi, Uber e come chiedere la strada
Uber e Careem hanno tolto di mezzo buona parte delle contrattazioni per spostarsi al Cairo, ma spesso gli autisti parlano poco inglese e il segnaposto sulla mappa non sempre coincide con l'ingresso. Queste frasi in arabo egiziano ti servono per gli ultimi cento metri.
- 'ala feen: dove si va, come ti chiederà l'autista
- 'ayez (m) / 'ayza (f) arooh el-matar: voglio andare all'aeroporto
- el-fondo': l'albergo
- el-mahatta: la stazione
- el-ahram: le piramidi
- feen el-mat-haf: dov'è il museo
- yemeen: destra
- shemal: sinistra
- 'ala tool: sempre dritto
- hena: qui
- hena kwayyis: qui va bene
- nazzilni hena, law samaht: fammi scendere qui, per favore
- shwayya shwayya: piano piano, con calma
- shaghghal el-'addad, law samaht: accendi il tassametro, per favore
Con un taxi fermato per strada, concorda la tariffa prima di salire e tieni pronto l'importo esatto, perché gli spiccioli mancano sempre. La nostra guida su come spostarsi in Egitto tratta nel dettaglio tariffe, treni e transfer.
Fare acquisti e contrattare nel souk
In Egitto contrattare è una conversazione, non una gara, e qualche frase in arabo ne cambia subito il tono. I venditori di Khan el-Khalili hanno già sentito ogni possibile approccio in inglese; pochissimi visitatori chiedono l'ultimo prezzo in arabo.
- bikam da / bikam di: quanto costa questo; da per un oggetto maschile, di per uno femminile, e nel dubbio va bene da
- ghali 'awi: molto caro
- rekhees: economico
- akher kalam: ultima parola, il modo classico per chiedere l'ultimo prezzo
- ana bas batfarrag: sto solo guardando
- 'ayez (m) / 'ayza (f) da: voglio questo
- fi ...: c'è, avete ...
- mafeesh: non ce n'è
- bas: solo, è tutto, basta
- 'andak fakka (m) / 'andik fakka (f): hai il resto
- khalas: fatto, finito, affare fatto
Una controfferta iniziale sensata si aggira tra il 40 e il 50 per cento del primo prezzo richiesto, per poi chiudere a una cifra intermedia, anche se nessuna regola vale per tutti i negozi. Se la cifra non ti convince, allontanati con cortesia, e non contrattare mai per qualcosa che non vuoi comprare. La nostra guida ai mercati e ai bazar d'Egitto approfondisce prezzi e qualità, e il nostro tour del Cairo islamico, della Cittadella e di Khan el-Khalili ti regala un pomeriggio nel souk con una guida che ti accompagna passo passo nella tua prima trattativa.
Ristoranti, caffè e ordinazioni
- el-menu, law samaht: il menu, per favore
- 'ayez (m) / 'ayza (f) wahid koshari: vorrei un koshari
- mayya: acqua
- mayya ma'daniyya: acqua minerale in bottiglia
- shai bi-na'na': tè alla menta
- 'ahwa: caffè, di solito alla turca
- sada / 'ala er-riha / mazboot / ziyada: senza zucchero, appena un po', medio, dolce, i quattro modi per ordinare il caffè egiziano
- min gheir sukkar: senza zucchero
- 'eish: pane, dalla stessa radice della parola che significa vita
- ana nabati (m) / ana nabatiyya (f): sono vegetariano/a
- min gheir lahma: senza carne
- min gheir shatta: senza salsa al peperoncino
- lazeez: delizioso
- el-hesab, law samaht: il conto, per favore
- bil-hana wesh-shefa: buon appetito, te lo augureranno il padrone di casa o il cameriere
Scegliere il grado di zucchero del caffè è uno dei piccoli piaceri delle caffetterie egiziane, e un "'ahwa mazboot" servito come si deve è un modesto trionfo. I piatti vegetariani egiziani (ful, ta'ameya, koshari e una tavolata di mezze) fanno di "ana nabati" una frase con cui si convive senza fatica. Il nostro tour dello street food al Cairo è il posto migliore per mettere in pratica tutte queste frasi con persone felici di darti una mano, e le nostre guide alla cucina egiziana e alla cultura del tè e del caffè ti dicono che cosa ordinare.
I numeri e le cifre sui cartellini dei prezzi
Nelle zone turistiche quasi tutti i prezzi sono scritti con le cifre occidentali che conosci, ma i menu locali, le bancarelle dei mercati, i microbus e alcuni biglietti usano i numeri arabi orientali. Si imparano in cinque minuti e ti risparmiano un sacco di confusione.
- sifr: zero, si scrive ٠, un puntino
- wahid: uno, ١
- itnein: due, ٢
- talata: tre, ٣
- arba'a: quattro, ٤, che sembra un 3 al contrario
- khamsa: cinque, ٥, un cerchietto che si scambia facilmente per uno zero
- sitta: sei, ٦, che sembra un 7
- sab'a: sette, ٧, una V
- tamanya: otto, ٨, una V capovolta
- tis'a: nove, ٩
- 'ashara: dieci, ١٠
- 'eshreen: venti
- khamseen: cinquanta
- miyya: cento
- miteen: duecento
- alf: mille
- gineih: sterlina, la sterlina egiziana
Due cose mandano in confusione i visitatori. Primo, anche se il testo arabo va da destra a sinistra, i numeri al suo interno si scrivono da sinistra a destra, quindi ١٥٠ è 150, esattamente come lo leggeresti. Secondo, il cerchietto che sembra uno zero è un cinque, e il vero zero è un puntino, cosa che fa la differenza quando un cartellino dice ٥٠٠. I prezzi si dicono con il numero seguito da gineih, quindi "miteen gineih" sono 200 sterline. La nostra guida a soldi e mance parla delle banconote vere e proprie.
Dire di no con garbo
Le offerte insistenti sono una realtà quotidiana intorno ai grandi siti, e la risposta più efficace è cortese, breve e ripetuta. Arrabbiarsi fa degenerare la situazione, e il silenzio viene letto come una posizione negoziale. Un "no grazie" detto con calma in arabo di solito chiude la questione.
- la, shukran: no, grazie
- la, shukran, mish 'ayez (m) / mish 'ayza (f): no grazie, non lo voglio
- mish dilwa'ti: non adesso
- khalas, shukran: basta così, grazie
- ana mish 'ayez haga (m) / ana mish 'ayza haga (f): non voglio niente
- sibni fi hali, law samaht: lasciami in pace, per favore, una frase ferma e da usare di rado
Accompagna "la, shukran" con la mano posata un attimo sul cuore e continua a camminare: tutta la tecnica è qui. Evita "ba'deen", più tardi, a meno che tu non lo pensi davvero, perché il venditore se lo ricorderà e ti aspetterà. I nostri consigli per viaggiare sicuri in Egitto rimettono il fastidio nella giusta prospettiva: è stancante, non pericoloso.
Emergenze e salute
Probabilmente non ti serviranno mai, ed è proprio per questo che conviene salvarle sul telefono invece di affidarsi alla memoria.
- el-ha'ooni: aiuto, letteralmente venite a soccorrermi
- ana ta'baan (m) / ana ta'baana (f): sto male, oppure sono sfinito/a
- 'ayez (m) / 'ayza (f) doktor: ho bisogno di un medico
- feen agzakhana: dov'è una farmacia
- mustashfa: ospedale
- el-bolees es-siyahi o shortet es-siyaha: la polizia turistica
- 'andi hasasiyya min el-fool es-sudani: sono allergico/a alle arachidi
- ana tayeh (m) / ana tayha (f): mi sono perso/a
- feen el-hammam: dov'è il bagno
I numeri da salvare sono il 123 per l'ambulanza, il 122 per la polizia e il 126 per la polizia turistica. Al Cairo e nelle località turistiche i farmacisti parlano di solito un po' d'inglese, e la nostra guida alla salute in Egitto spiega come funzionano farmacie e ospedali.
Consiglio da insider: le cinque parole che sentirai tutto il giorno
Impara a riconoscerle, anche se non le dirai mai, e capirai molto di più di quello che succede intorno a te.
- yalla: dai, andiamo, sbrigati, la parola più versatile del paese
- khalas: fatto, finito, tutto qui, basta
- tayyeb: OK, allora, va bene
- ma'lesh: pazienza, non fa niente
- habibi (m) / habibti (f): mio caro, mia cara, usato tra amici e a volte, con allegria, con i clienti
Buono a sapersi: genere, rispetto e appellativi
L'arabo distingue il genere nei verbi, negli aggettivi e nella parola "tu". Quando parli con un uomo usa le forme segnate con (m); con una donna, quelle segnate con (f), che di solito aggiungono una i o -ik. Se sei una donna e parli di te, gli aggettivi prendono di solito una -a: asfa, ta'baana, 'ayza. Gli egiziani ti capiranno in ogni caso, e un errore suona simpatico, non offensivo.
Gli appellativi rispettosi fanno la differenza. Hadritak (m) e hadritik (f) corrispondono al "Lei" di cortesia. Un uomo di una certa età viene spesso chiamato ya hagg, una donna ya madam, un autista o un artigiano ya osta, e un pizzico di adulazione arriva con ya basha, più o meno "signore". Nell'Alto Egitto, Luxor e Assuan comprese, la qaf diventa spesso una g dura, quindi 'alb diventa galb, e ad Assuan molte persone in casa parlano anche lingue nubiane, benché l'arabo lo parlino tutti.
Esercitarsi prima di partire e sul posto
Bastano pochi minuti al giorno per due settimane prima della partenza per padroneggiare saluti, grazie, numeri e "la, shukran". Esercitati ad alta voce invece di limitarti a leggere, e se impari solo cinque frasi in arabo egiziano, che siano salaam 'aleikum, shukran, la shukran, law samaht e ma'lesh. Gli egiziani sono generosi con chi impara, e un visitatore che prova a dire qualche parola viene accolto quasi sempre con gioia e con una correzione fatta con un gran sorriso.
La migliore aula è il viaggio stesso. Il nostro tour dello street food al Cairo è un esercizio di ordinazioni travestito da cena, e il nostro tour al villaggio nubiano aggiunge uno scorcio di lingua e ospitalità nubiane ad Assuan. Ognuna delle nostre guide egittologhe è felice di darti qualche lezione tra un tempio e l'altro, e se ti piacerebbe un viaggio pensato anche attorno a un po' di lingua, oltre che ai monumenti, raccontaci che cosa hai in mente.






